La guerra

“La guerra non è un’avventura. La guerra è una malattia, come il tifo”
Antoine de Saint-Exupéry

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Adès e la tempesta

La tempesta non porta bene a Thomas Adès e soprattutto a un violoncellista dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ieri sera concerto sospeso a metà del programma per il crollo di una lampada. Solidarietà ai professori dell’orchestra (e speriamo soprattutto che si sia trattato soprattutto di spavento e che non ci siano complicazioni per il malcapitato). Cosa accadrà questa sera? Ci sarà il tempo per verificare le altre lampade? La serata per me era iniziata male. Nella fila dietro alla mia un signore respirava male con un fischietto insopportabile. Accanto a me una signora sfogliava la rivista dell’Auditorium come se fosse in sala d’attesa dal dentista o dal parrucchiere. Dopo Ciajkovskij ho dovuto cambiare posto. E insomma come recensire una serata del genere? Direi solo che l’orchestra era molto concentrata sul pezzo di Adès e che il programma era molto “english style”. Grazie a Pappano? Speriamo ci siano altre occasioni come questa. Intanto

Numeri numeri numeri… e poi?

E’ da qualche anno che i festival mostrano con orgoglio eventuali aumenti di pubblico. E’ questo lo scopo di una manifestazione musicale? Se voglio fare i numeri giusti mi basta fare un concerto un po’ più “nazional-popolare” come si diceva una volta e il gioco è fatto. Non sarebbe ora di analizzare il reale impatto culturale sul territorio e sul pubblico? L’estate si avvicina e… di numeri ne vedremo a montagne. Di cultura?

la cattiva maestra

la cattiva maestra

Un appello. Cerchiamo di dire ai nostri cari di non guardare la televisione. Sono preoccupato. Ai concerti, alle mostre, a teatro o al cinema vedo le persone comportarsi come se stessero davanti alla tv: risate a sproposito, incapacità di seguire a lungo, volgarità ecc. E il grande fratello ha un gemello. Si chiama internet