Pensierino…

Sweet child in time
You’ll see the line
The line that’s drawn between
Good and bad

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Zero zero settete

Cari amici romani, chi vive la città come il sottoscritto avrà notato l’invasione di camion e chiusure di strade dei cinematografari che stanno realizzando il film di 007. Da parte della giunta capitolina sarebbe opportuno, se non è già stato fatto, informare i cittadini su cosa ne avremo in cambio. I disagi sono molti. Che ci guadagna la Città Eterna? Magari possiamo migliorare la mobilità, con l’Atac che non riesce a gestire il software informativo figuriamoci il resto? Caro Marino, facci sapere. Non per piacere ma per dovere.

Classicità

La nostra idea di classicità è una menzogna. Altro che bianco, tutto era colorato. Come in questo tempio indiano, oggi.

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Maryanne Amacher

Maryanne Amacher era nata il 25 febbraio 1938 a Kane in Pennsylvania. E’ morta il 22 ottobre 2009 a Rhinebeck, nello Stato di New York.

Voglio ricordare uno dei personaggi dell’avanguardia americana che oggi sono totalmente o quasi dimenticati. Che ne pensate?

e per chi vuole approfondire…

Marcus pro domo sua (Eespere)

Sono relativamente lieto di ricordare che la puntata di domani, mercoledì 25 febbraio, di New Music sarà dedicata a René Eespere. E’ una buona occasione per ascoltare alcuni brani del suo catalogo dedicati a Febbraio-Februa. Il compositore estone è nato nel dicembre 1953 a Tallinn. Tutto quel che ascolteremo è stato composto negli anni Novanta ed è profondamente segnato da una intensa spiritualità. Sarà forse per questo che qui da noi è pressoché ignorato. New Music è il programma di Marco Di Battista dedicato alla musica d’oggi. Va in onda tutti i mercoledì alle 21.30 sul quinto canale della Radio Vaticana (105 in Fm per chi è a Roma). Se non avete partite di calcio, basket, tiro con l’arco o briscola potreste ascoltarlo. Altrimenti c’è la replica alle 4.30 del giovedì. Ma è oggettivamente un po’ tardi.

Luca Ronconi

È scomparso Luca Ronconi. Già molto è stato detto o scritto sulla sua genialità e sul suo modo di fare teatro. Mi permetto solo un ricordo personale: gli Spettri di Ibsen a Spoleto, in un festival di tanti anni fa. Ero un ragazzino. Partimmo al mattino da Roma su una scalcinata 126 e tornammo a tardissima notte. Tutto per lui. Tutto per vivere dentro la serra che racchiudeva interpreti e pubblico. Ronconi ci aveva immaginati così, come parte dello stesso dramma, attori e spettatori. E così è l’Arte.

Requiem per un concerto

Anche se con ritardo, voglio segnalare l’articolo di Antonio Rostagno sull’ultimo numero di Musica+. La rivista del Conservatorio dell’Aquila ha dedicato due numeri alla crisi del sistema produttivo. Nel secondo, Rostagno racconta la storia del concerto pubblico e butta lì anche qualche idea su come rendere più viva un’esperienza che si fa sempre più lontana dalla sensibilità di oggi. Mi piacerebbe sentire i commenti delle persone che sono dell’ambiente. Al pezzo di Rostagno manca purtroppo (ragioni di spazio o scelta deliberata?) uno sguardo al Novecento, anello di congiunzione tra la musica classica di oggi e l’epoca della Borghesia. E se la svolta fosse nel secolo scorso, nella avanguardie dal Futurismo in poi, nel pur arcinoto saggio di Walter Benjamin sulla riproducibilità tecnica, nella musica elettronica? E se l’epoca di Facebook e YouTube derivasse da quella crisi? Per ora basta così. Ho l’influenza e non riesco a scrivere. Aspetto commenti