Italian Gender

N. 1680
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori FEDELI, MARCUCCI, PUGLISI, LANZILLOTTA, BONFRISCO, DE PETRIS, DE PIETRO, BATTISTA, BOCCHINO, ALBANO, AMATI, BORIOLI, CANTINI, CUOMO, D’ADDA, DI GIORGI, FABBRI, FASIOLO, FERRARA, FAVERO, GIACOBBE, IDEM, LAI, LO GIUDICE, MANASSERO, MATTESINI, MATURANI, ORRÙ, PARENTE, PEZZOPANE, PUPPATO, RICCHIUTI, RUSSO, RUTA, SCALIA, SPILABOTTE, VACCARI, VALDINOSI, ZANONI e PIGNEDOLI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 NOVEMBRE 2014
Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università…

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Introduzione dell’insegnamento dell’educazione di genere)

  1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delegato per le pari opportunità, d’intesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, adotta i provvedimenti necessari a integrare l’offerta formativa dei curricoli scolastici di ogni ordine e grado con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere finalizzato alla crescita educativa, culturale ed emotiva, per la realizzazione dei princìpi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea.
  2. In attuazione di quanto disposto dal comma 1, i piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano misure educative volte alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società.

Art. 2.

(Linee guida dell’insegnamento dell’educazione di genere)

  1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delegato per le pari opportunità, d’intesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, definisce linee guida dell’insegnamento dell’educazione di genere che forniscano indicazioni per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, tenuto conto del livello cognitivo degli alunni, i temi dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della piena cittadinanza delle persone, delle differenze di genere, dei ruoli non stereotipati, della soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, della violenza contro le donne basata sul genere e del diritto all’integrità personale.

Art. 3.

(Formazione e aggiornamento del personale docente e scolastico)

  1. Al fine di garantire l’acquisizione delle conoscenze e delle competenze per la realizzazione delle finalità di cui agli articoli 1 e 2 e l’integrazione dell’educazione di genere nei processi di insegnamento e apprendimento, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado attivano corsi di formazione obbligatoria o integrano i programmi di quelli esistenti, per il personale docente e scolastico.

Art. 4.

(Università)

  1. Le università provvedono a inserire nella propria offerta formativa corsi di studi di genere o a potenziare i corsi di studi di genere già esistenti, anche al fine di formare le competenze per l’insegnamento dell’educazione di genere di cui all’articolo 1.

Art. 5.

(Libri di testo e materiali didattici)

  1. A decorrere dall’anno scolastico 2015/2016, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado adottano libri di testo e materiali didattici corredati dall’autodichiarazione delle case editrici che attestino il rispetto delle indicazioni contenute nel codice di autoregolamentazione «Pari opportunità nei libri di testo» (POLITE), realizzato da Presidenza del Consiglio dei ministri — Dipartimento per le pari opportunità, Associazione italiana editori, Centro innovazione sperimentale educativa Milano, Poliedra, Federación de gremios de editores de España e Commissão para a igualdade e para os direitos das mulheres del Portogallo e approvato dal Consiglio del settore editoriale educativo dell’Associazione italiana editori l’11 maggio 1999.

Art. 6.

(Copertura finanziaria)

  1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati in 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione complessiva dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale, di cui all’allegato C-bis del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con l’esclusione delle disposizioni a tutela dei redditi di lavoro dipendente e autonomo, dei redditi da pensione, della famiglia, della salute, delle persone economicamente o socialmente svantaggiate, del patrimonio artistico e culturale, della ricerca e dell’ambiente. Con uno o più regolamenti adottati con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità tecniche per l’attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati.
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I Am Refugee

World Refugee Day. NOW!

Sumer Is Icumen In

Svmer is icumen in,
Lhude sing, cuccu!
Groweþ sed and bloweþ med
And springþ the wude nu.
Sing, cuccu!

L’estate sta arrivando. Cerchiamo di guardarne i colori e gioire. Cerchiamo di dimenticare l’urlo strozzato dei gabbiani che sinistramente segnano le sere della nostra città. E’ mattina! Sumer Is Icumen In

sumerisicumenin

La vendetta di Cage

Ieri pomeriggio a Roma sono stato a un bel concerto di musica barocca. Bravi interpreti e bel programma. Fin qui tutto normale. Peccato, o per fortuna, che a Roma c’è il fattore Cage a provocare le nostre riflessioni. Da fuori della chiesa in cui si svolgeva il concerto arrivavano a ondate le note di canzoni pop di provenienza incerta. E creavano dissonanze, sfasamenti armonici, per poi scomparire e farci tornare al barocco: rendevano insomma contemporanea un’esperienza di ascolto che non avrebbe altrimenti avuto grande senso. Il bel programma non aveva relazione con l’ambiente in cui si svolgeva il concerto. Tra l’altro i tre strumentisti erano piazzati al centro della navata centrale, appoggiati a quella di sinistra, in maniera disarmonica rispetto alla chiesa. E’ bello continuare a studiare e suonare la musica del passato, ma è fondamentale avere una consapevolezza dell’oggi. La critica musicale potrebbe essere utile…

Lungotevere

Roma città complessa. Mentre il Tevere langue, un muro ti ricorda Pasolini. Lungotevere

lungotevere

Roma ladrona, Roma cafona (27)

Roma, martedì 9 giugno ore 21.50. Fermata dell’autobus Celio Vibenna. Aspetto il 75. Non so sia appena passato. Non mi preoccupo tanto le partenze sono: 21.46/22.02/22.20. La app dell’Atac mi consiglia di aspettare anche se il 75 “non è monitorato”. Alle 22.40 finalmente passa (segno che è partito in ritardo e non alle 22.20). Vado a parlare con l’autista e gli dico che sono 50 minuti che aspetto l’autobus. Lui mi ride in faccia platealmente e risponde “che me lo dici a me? Dillo ai colleghi che non ci stanno”. Gli faccio notare che con quell’atteggiamento qualche suo collega ha avuto problemi. Frena. “E che me voi menà?”. Rispondo che l’incivile è lui e non io. “Già mai aggredito e er core me batte”. “Io non l’ho aggredita, è che qualcuno dovrà prendere qualche responsabilità e lei rappresenta l’Atac. Sono un giornalista e ho diversi amici suoi colleghi e comprendo i problemi dell’azienda”. “Ecco allora se sei un giornalista scrivilo”. “La prego di darmi del lei”. “No tu m’hai aggredito”. Fine della conversazione. E’ chiaro che quell’autista non fosse responsabile delle tre corse saltate. E’ chiaro anche che ridere in faccia a una persona che aspetta da 50 minuti non è una bella scelta di comunicazione. Succede spesso che il 75 salti delle corse. Se l’Atac non è in grado di gestire la linea, diminuisca le partenze e cambi gli orari.

Foto scattata alle 22.57 su via Guinizelli. Dal Colosseo a Monteverde ho impiegato oltre un'ora
Foto scattata alle 22.57 su via Guinizelli. Dal Colosseo a Monteverde ho impiegato oltre un’ora

Giugno

Una volta tanto mi concedo un po’ di banalità con questa foto scattata dal terrazzo di casa. Giugno è il combattimento tra il sole lucente e le nuvole scure

giugno

Reale, virtuale: Lauri Astala

When I visited Kiasma Museum in Helsinki I have discovered the artist Lauri Astala. He is working about reality vs virtuality, the perception of truth, etc. As you know, in this site I am trying to work exactly in the same direction. The work in Kiasma was Small Spectacle about Nearness, and I have taken a little video as usual with my iPhone:

 

 

Le belve al Colosseo

Il ministro Dario Franceschini annuncia la ricostruzione dell’arena del Colosseo. 20 milioni di euro buttati alle ortiche. Spiegatemi il senso di questa operazione in un momento in cui la crisi investe pesantemente la cultura. Tra l’altro il Colosseo “sbiglietta” come pochi altri monumenti e musei italiani. La cultura come Mirabilandia? Dopo 5 anni di lavoro potremo fare dei finti combattimenti tra finti gladiatori? Gioite finti romani che vi fate fotografare dai turisti più beceri, tra cinque anni niente più lavoro precario: statalizzati, con permesso malattia e tredicesima.