Narciso ed Eco

Again, a photo about the exhibition Eco e Narciso. I called it Narciso ed Eco because the rules had changed. But: beauty and ugliness, image and oblivion, artworks and visitors…

Eco e Narciso

Until October 28 at Palazzo Barberini you can visit the exhibition Eco e Narciso. Portrait and self-portrait in the MAXXI collections and the National Galleries Barberini Corsini, produced by the National Galleries in collaboration with MAXXI, curated by Flaminia Gennari Santori, Director of the National Galleries of Ancient Art, and Bartolomeo Pietromarchi, Director of MAXXI Arte: a path that it winds between ancient art and contemporary art with works from the collections of the two national museums. If it is obvious the connection with Ovid’s Metamorphoses are not the couplings between past and present works: 21 masterpieces by Marco Benefial, Gianlorenzo Bernini, Bronzino, Caravaggio, Rosalba Carriera, Pietro da Cortona, Piero di Cosimo, Luca Giordano, Hans Holbein, Benedetto Luti, Raphael, Guido Reni and Pierre Subleyras compared with 17 contemporary works by Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Maria Lai, Shirin Neshat, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Yan Pei-Ming, Markus Schinwald, Richard Serra, Yinka Shonibare MBE, Kiki Smithuna. A great challenge for the public. I took some pictures to sum up my point of view

Eco e Narciso

Fino al 28 ottobre a Palazzo Barberini si potrà visitare la mostra Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, curata da Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte: un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali. Se è ovvio il collegamento con le Metamorfosi di Ovidio non lo sono gli accoppiamenti tra opere del passato e del presente: 21 capolavori di Marco Benefial, Gianlorenzo Bernini, Bronzino, Caravaggio, Rosalba Carriera, Pietro da Cortona, Piero di Cosimo, Luca Giordano, Hans Holbein, Benedetto Luti, Raffaello, Guido Reni e Pierre Subleyras a confronto con 17 opere contemporanee di Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Maria Lai, Shirin Neshat, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Yan Pei-Ming, Markus Schinwald, Richard Serra, Yinka Shonibare MBE, Kiki Smithuna. Una bella sfida per il pubblico. Ho fatto qualche scatto per riassumere il mio punto di vista

Jazz, cuore del barocco

Ieri a Roma a Palazzo Barberini sono state presentate le mostre  Il pittore e il gran Signore. Batoni, i Rezzonico e il ritratto d’occasione e Mediterraneo in chiaroscuro. Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma. Si parla di un rilancio delle Gallerie d’Arte Antica di Roma (Palazzo Barberini e Galleria Corsini). L’occasione è data dalla riforma del MiBACT del 2015 e dalla volontà del direttore Flaminia Gennari Santori di presentare questa nuova “visione strategica”. Le collezioni, il palazzo, l’ambiente: sono tanti gli elementi che invitano chiunque ad una visita. In un tale trionfo del Barocco (e pre-barocco) ci si chiede perché si sia scelto Danilo Rea, jazzista, per il concerto di apertura. In Italia si continua ad ignorare l’importanza della storia della musica: la Roma tra Cinque e Seicento ospitò sì artisti e architetti ma anche favolosi musicisti, che per l’occasione sono stati ridotti a “tappeto sonoro”. Ignoramus et ignorabimus