Colors of Ancient Rome

Colors of Ancient Rome. Looking towards the Colosseum

Le belve al Colosseo

Il ministro Dario Franceschini annuncia la ricostruzione dell’arena del Colosseo. 20 milioni di euro buttati alle ortiche. Spiegatemi il senso di questa operazione in un momento in cui la crisi investe pesantemente la cultura. Tra l’altro il Colosseo “sbiglietta” come pochi altri monumenti e musei italiani. La cultura come Mirabilandia? Dopo 5 anni di lavoro potremo fare dei finti combattimenti tra finti gladiatori? Gioite finti romani che vi fate fotografare dai turisti più beceri, tra cinque anni niente più lavoro precario: statalizzati, con permesso malattia e tredicesima.

La storia e la candeggina

Roma. Esci dalla metropolitana e rimani conquistato dalla bellezza della Classicità: il candore del Colosseo restaurato. Ora tocca alla Piramide cestia. Piccola e bianca ti guarda in mezzo al traffico, alle mura romane, a Porta San Paolo, quasi fosse il monolito di “2001 odissea nello spazio”. Tutto bello. Peccato che i monumenti sbiancati non siano per niente vicini all’originale. Il Colosseo era coloratissimo, tutto era vivo e non somigliante a stele cimiteriali come vorrebbero farci passare i resti dell’antichità. Roma era una città viva. Ora la stanno uccidendo. A parte le ruberie e la corruzione, ciò che mi colpisce è l’idea di una città piena di isole pedonali: zone commerciali e zone culturali. Si dà il caso che i romani siano gente normale che si reca a lavoro, si muove, vive la propria città come tutti gli altri cittadini del mondo. L’Aquila sta morendo perché non è stata capita la filosofia del luogo, l’importanza del centro storico come luogo d’incontro. Roma sta prendendo quella stessa strada. Mentre si sbianchettano i monumenti il resto muore, la vivibilità è a livelli di guardia. Sotto la calce la metastasi di Roma rimane e si allarga.

Passata la festa gabbato…

È finita la visita romana del Presidente degli Stati Uniti. Si torna alla “normalità”. La Roma provinciale ha accettato di buon grado l’ennesimo giorno di caos pur di avere un pizzico di Hollywood a casa propria. Ma i veri assenti sono stati proprio i romani. A cominciare dal primo cittadino. Dov’era il sindaco mentre Obama visitava il Colosseo? Già tanto si sa che i romani dormono sempre. Mi piacerebbe avere qualche commento su questa visita

Attorno al Colosseo

Da qualche giorno il Comune di Roma ha deciso di non far transitare le auto private nel tratto tra largo Ricci e il Colosseo. Come si legge sul sito del Comune, il passaggio è consentito “solo” a bus Atac, taxi, auto a noleggio con conducente, mezzi di emergenza e “autorizzati diretti a strutture di culto e accoglienza”, con il limite di velocità fissato a 30 chilometri l’ora. Insomma non si parli di isola pedonale. Anche nella seconda fase il massimo sarà un marciapiede più ampio vicino al Colosseo. Ancora una volta gli amministratori capitolini vendono fumo non potendo fare alcun arrosto. Mentre andava in scena la pseudo-festa ai Fori Imperiali nessuno parlava dei problemi seri di questa pazza città. A settembre dove butteremo la spazzatura? La metro C chiude i battenti e duemila lavoratori se ne vanno a casa. Che succederà a loro e cosa al progetto? Qualcuno ieri sera a Campo dei fiori ha fatto una battuta giusta. Da sempre, a Roma l’unica cosa buona del sindaco è l’acqua. Passano gli anni, ma non cambia nulla.