Plugged vs Unplugged

L’arte contemporanea si divide in due categorie: quella che ha bisogno dell’elettricità per funzionare e quella che non ne ha bisogno. Così oggi a Palazzo Grassi a Venezia alcuni neon erano spenti “perché c’è stato un evento e abbiamo dovuto staccare i cavi”. Succede oggi

Un madrigale di oggi

La Lontananza Nostalgica Utopica Futura, madrigale per più “caminantes” con Gidon Kremer, per violino e otto nastri magnetici (1988-1989) di Luigi Nono (1924-1990). Musica sperimentale per qualcuno. La quotidianità, per altri. Dedicatevi 47 minuti. Se possibile collegate il vostro computer a un amplificatore, oppure mettetevi delle cuffie. Peccato non avere un dolby per poter testimoniare la tridimensionalità di questo brano. Ma si sa, la musica andrebbe ascoltata dal vivo. Su questo brano fondamentale nel catalogo di Nono è stato scritto molto. Non voglio tediarvi (qualcosa si trova anche in rete), ma voglio terminare con le parole dello stesso compositore:

La lontananza nostalgica utopica mi è amica e disperante in continua inquietudine. Le rare qualità dei suoni inventati da Gidon [Kremer] fanno suonare i vari spazi della Kleine Philharmonie. Come gli articolati spazi della Kleine Philharmonie offrono altri spazi per i suoni originali di Gidon: lontani – vicini – incontri – scontri – silenzi – interni – esterni – conflitti sovrapposti. Nastri magnetici come voci di madrigali si accompagnano al violino solista e al live electronics Voci di tanti “Caminantes”. Nessuna elaborazione o trasformazione: i suoni di Gidon sono originali, tre giorni di registrazione pura allo Studio Sperimentale S.W.F. di Freiburg. Ascolti infiniti – tentativi di scelte per affinità elettive – vari sentimenti compositivi voce per voce come gli antichi fiamminghi immaginifici. E Gidon si abbandona ai vari spazi con altra scrittura-invenzione. E li abbandona…