Il momento dei bravi

Si è concluso ieri Ebraica. Festival internazionale di cultura a Roma. Nel pomeriggio al Palazzo della cultura di via del Portico d’Ottavia abbiamo assistito al colloquio tra Maurizio Molinari, direttore del quotidiano La Stampa e lo scrittore Eshkol Nevo, uno dei protagonisti della scena culturale israeliana, ormai tradotto e conosciuto in tutto il mondo. Non racconto quanto si è detto ma voglio commentare complimentandomi con tutti: i protagonisti suddetti, gli organizzatori del Festival e pure la traduttrice simultanea, sensibile oltre che professionale. In questo momento storico riconoscere la bravura e la preparazione sembra diventato un lusso. Perciò grazie

Eshkol Nevo
Eshkol Nevo a Ebraica. Festival internazionale di cultura
Annunci

Books: Eshkol Nevo vs Adam Johnson

Tra gli ultimi libri che ho letto, vorrei segnalare La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo e Il Signore degli Orfani di Adam Johnson. Si tratta di due testi diversissimi come ambientazione (il primo in Israele, il secondo in Corea del Nord) ma a mio avviso con alcune modalità nella narrazione che avvicinano gli autori. Mi chiedo e vi chiedo se altri che seguono il mio blog hanno avuto la stessa sensazione. Sarà un caso ma entrambi gli scrittori insegnano scrittura creativa. Questa creatività a volte fa perdere naturalezza e rende il testo più prevedibile. Detto ciò (aspetto i vostri pareri), credo si possa parlare di due bei libri. Nevo ci regala uno spaccato dello stato israeliano e di scene di amicizia tipicamente maschili. Ne viene fuori un cammino di maturazione dei protagonisti che però sa di già visto. Il libro di Johnson invece costruisce una storia dentro la terribile realtà nordcoreana. Con vicende che sembrano profetiche se paragonate alla notizia di qualche giorno fa: il leader coreano Kim Jong-un ha fatto fucilare la sua ex fidanzata con l’accusa di pornografia e deportare in un campo di concentramento i parenti di lei. Il maggior pregio dell’autore è stato quello di costruire il plot su piani paralleli, spezzando il romanzo in tanti racconti e nel contempo mantenendo una forte unità narrativa. Non mancano riferimenti ala grande letteratura (la Junma ricorda molto il Pequod). Giustamente il volume ha avuto riconoscimenti da moltissimi giornali e riviste statunitensi come miglior libro dell’anno e il Pulitzer per la fiction perché porta… “the reader on an adventuresome journey into the depths of totalitarian North Korea and into the most intimate spaces of the human heart“.

orfani