Dalla Silicon Valley: basta social

Jaron Lanier ha scritto il libro Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social. Ecco il decalogo: 1) Stai perdendo la libertà di scelta; 2) Abbandonare i social media è il modo più mirato per resistere alla follia dei nostri tempi; 3) I social media ti stanno facendo diventare uno stronzo; 4) I social media stanno minando la verità; 5) I social media tolgono significato a quello che dici; 6) I social media stanno distruggendo la tua capacità di provare empatia; 7) I social media ti rendono infelice; 8) I social media non vogliono che tu abbia una dignità economica; 9) I social media stanno rendendo la politica impossibile; 10) I social media ti odiano nel profondo dell’anima.

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Evil Doers

A long (for internet standards) but very interesting article by John Lanchester about Facebook and us on London Review of Books Vol. 39 No. 16 · 17 August 2017. Click Here

La sindrome di Catone

Un ascoltatore manda un sms dicendo che l’interprete che sta andando in onda fa schifo. Un pianista valuta l’operato di un’antropologa. Un bambina dice che secondo lei Matisse non è granché. E’ assodato che la nostra società ha distrutto il concetto di auctoritas e mette sullo stesso piano il parere di dilettanti e professionisti, esperti e ignoranti. I social network hanno ereditato questa realtà dal mondo della televisione  e poi l’hanno esaltata visto che la preoccupazione dei numeri dell’audience si è trasformata in quella per i click, mi piace ecc. In Italia -questa è la realtà che conosco meglio- ciò che è insopportabile è che tutto avvenga come in una riunione di condominio, in cui ciascuno esalta se stesso, anche in maniera ridicola, senza ascoltare gli altri. Soprattutto, sprecando il proprio tempo nel voler alzare o abbassare il proprio pollice sentendosi giudici di tutto e tutti. Mai trovo la volontà di confronto e di conoscenza, il rispetto di idee diverse dalle nostre, della persona umana. Da Guelfi contro Ghibellini, grazie al senso di onnipotenza dei mi piace di facebook, siamo diventati censori. Questo è uno stronzo, l’altro è un fascista. La sindrome di Catone

Breve riflessione

Una ragazza fuori da un negozio. In una mano la sigaretta, nell’altra uno smartphone. Le dita si muovono agili. L’attenzione è rivolta alla chat. Intorno nulla esiste più. Non importa se si è al centro o in periferia. Il mondo è dentro al telefonino. La confusione tra reale e virtuale: se fuggo dal vero è perché non mi piace o perché non riesco a cambiare il mondo? Whatsup e Facebook hanno sostituito la letteratura?