Voragine 05

Rieccoci a Monteverde! La voragine di via Daniello Bartoli è sempre lì. Nessuno ci ha lavorato. La strada è transennata. Il 28 aprile un camion era rimasto per un po’ in bilico sulla voragine. Nel post di allora ci si chiedeva cosa sarebbe successo. Nulla. A parte la chiusura della strada. Il Comune dov’è? Il Municipio dov’è?

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Dall’India

Un incredibile blackout ha fermato gran parte dell’India settentrionale compresa la capitale New Delhi. Cosa sarebbe successo qui? Potremmo vivere senza elettricità per una decina di ore? O più? Economisti in rete, si risparmia staccando la spina? Insomma guardiamo bene cosa succede da quella parte perché tra qualche anno potremmo essere nella stessa situazione.

Voragine 03

Il 28 aprile avevo pubblicato la foto di una voragine che si era aperta in via Daniello Bartoli, una traversa di via Guinizelli, nel quartiere di Monteverde a Roma. Oggi la strada è ancora interrotta e c’è da chiedersi quanto e se sia intervenuto il Comune di Roma. Aspettiamo ma denunciamo…

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Una verità per Three Mile Island

Al Teatro India di Roma è andato in scena il 21 e 22 maggio Three Mile Island “concerto scenico multimediale” da contributi scritti e videoregistrati di Ignaz Vergeiner raccolti da Karl Hoffmann. Le musiche erano di Andrea Molino e i testi di Guido Barbieri. La parte musicale era eseguita da due dei migliori gruppi per la musica contemporanea: Neue Vocalsolisten Stuttgart e Klangforum Wien. La voce narrante era di Andrea Mirò. Lo spettacolo nasce dalla rievocazione, in un’ottica ovviamente anti-nuclearista, dell’incidente nucleare del 28 marzo 1979 in Pennsylvania e può essere letto in due modi. Il primo, più evidente, è quello squisitamente teatrale. Un teatro di denuncia con modalità di oggi, non solo recitato, ma anche proiettato, suonato… Il secondo è legato alla parte musicale. L’Accademia Filarmonica Romana e l’Istituzione Universitaria dei Concerti, che hanno coprodotto l’evento insieme con ZKM – Centre for Arts and Media Karlsruhe, sono infatti istituzioni che si occupano di concerti. Ecco perché la partitura realizzata da Molino è tra gli ingredienti più importanti del cocktail mediatico. Eppure l’ottima partitura eseguita da ottimi esecutori non è riuscita ad incantare il pubblico. La sensazione dell’ascoltatore è che le musiche di scena restassero “dietro” al palco, alla vicenda stessa. Come figure nella nebbia. Lo sforzo richiesto a chi assisteva forse ne assorbiva troppo i sensi: guardare i video, ascoltare testi in italiano, inglese e tedesco, confrontarsi con la traduzione anch’essa proiettata sui pannelli, seguire gesti e movimenti dell’attrice voce narrante. Lo spettacolo regge insomma dal punto di vista teatrale, per il soggetto ma anche per come questo è confezionato. Per le musiche sarebbe bello, come è stato fatto spesso nella storia della musica, ascoltare una Three Mile Island Suite di Andrea Molino. Solo musica. Magari con questi fantastici interpreti.