Ricevo e volentieri pubblico. Grazie Raffaella Laudiero

Ho passeggiato nella strada di Swann.

Sono stata ricevuta dalla generalessa.

Ho fatto colazione con Fred.

Ho preso il tè con Lizzie.

Il Cappellaio Matto mi ha raccontato una favola.

Peter mi ha insegnato a volare.

Ho pianto per il principe Bolkonskij.

Ho riso con Montmorenchy.

Sono stata con Astolfo sulla luna.

Ho cantato la “Paloma”.

Ho danzato tutta la notte con Jay.

Ho preso un cocktail con Nick e Nora.

Ho salvato la Balena Bianca.

Ho combattuto gli orchi al fianco di Thorin nella terra di mezzo.

Ho aspettato la cavalla storna.

Ho parlato al drago.

Ho viaggiato nella Cabina Blu.

Ho guardato oltre la siepe.

Ho consegnato dispacci segreti.

Mi sono seduta alla tavola di Babette.

Ho tramutato l’acqua in cioccolato.

Ho assistito alle nozze di Titania.

Ho dormito sulla magnolia con Cosimo.

Ho cercato la voce nella brughiera.

Ho nuotato con Salvo,

battibeccato con Mamy.

Ho ascoltato musica nella Savana.

Mi sono persa nella Foresta Incantata.

Sono stata sull’ Orient Epress.

Ho osservato Sherlock pensare.

Ettore mi ha gelato il sangue.

Ho avuto paura all’Inferno.

Ho sentito le Voci di Dentro.

Ho percepito l’Infinito.

Ho duellato con Athos.

Ho urlato per Edmond.

Ho dato la vita per il principe di Danimarca

e mi sono innamorata di John Thorton.

Sono esattamente questi i sentimenti che si provano quando si legge un libro. Perché un racconto è fatto di materia viva è sempre in evoluzione, cambia la struttura del DNA, diventa una parte di te, per sempre, ed è capace di rendere immensa anche la più piccola delle esistenze umane. Leggere permette realmente di scoprire nuovi mondi e “universi inesplorati” e non si è più gli stessi, una volta tornati da questo viaggio. Non vuole né deve essere una gara a chi sa di più e cosa (non basterebbe una vita intera per leggere per conoscere un miliardesimo di quello che è stato scritto), si tratta piuttosto di un esercizio intellettuale o se si preferisce, sentimentale. Potrebbe essere applicato alla musica, al cinema, al teatro, alla pittura , alla fotografia o, semplicemente al piacere di viaggiare. Perché come diceva “qualcuno” : “la bellezza salverà il mondo”… malgrado tutto

The World vs Bob Dylan

Il Nobel a Bob Dylan se non altro ha avuto il merito di suscitare un bel dibattito. Per me la buona notizia è che finalmente qualcuno ha capito che certa “musica” è interessante soltanto -eventualmente- come “letteratura”. Da giovane ho amato i testi di Dylan e ho consumato il libro con tutte le canzoni e testo a fronte. Il problema -e la cosa migliore di tutta la faccenda- non sia giudicare se le poesie di Dylan siano abbastanza letterarie. Il fatto è che un anti-eroe non può essere nominato eroe. Non si può dare casa a un nomade. Non si possono puntare i riflettori verso chi si è sempre nascosto. Si dirà: ma una rockstar non può avere paura delle scene. Ma Dylan è una rockstar? O un poeta? O un menestrello che ruba per mangiare e gira gli Usa aggrappandosi ai treni merci? Dylan lo ha detto cantato e vissuto sulla popria pelle: nessuna certezza, nessuna direzione. Mi piacerebbe che andasse a prendere il premio e, come ha sempre fatto, sparisse subito dopo. Chi non li conosce, legga i testi delle sue canzoni, ascolti la sua musica e magari guardi Io non sono qui, film che racconta le diverse anime di Dylan anche meglio di No Direction Home di Scorzese. Come poeta-musicista, avrei forse preferito un riconoscimento per Leonard Coehn ma il valore aggiunto di questo Nobel è sancire il cambiamento di epoca: non sappiamo chi siamo e chi saremo, cos’è la letteratura (questo vecchio punto interrogativo oggi assume un nuovo significato), se il destino vedrà l’interazione tra le arti e come i media cambieranno, o hanno già cambiato, la nostra vita