Dallo Zibaldone di Giacomo Leopardi

Dal niente in letteratura si passa al mezzo e al vero, quindi al raffinamento: da questo non c’è esempio che si sia tornato al vero

Annunci

Ricevo e volentieri pubblico. Grazie Raffaella Laudiero

Ho passeggiato nella strada di Swann.

Sono stata ricevuta dalla generalessa.

Ho fatto colazione con Fred.

Ho preso il tè con Lizzie.

Il Cappellaio Matto mi ha raccontato una favola.

Peter mi ha insegnato a volare.

Ho pianto per il principe Bolkonskij.

Ho riso con Montmorenchy.

Sono stata con Astolfo sulla luna.

Ho cantato la “Paloma”.

Ho danzato tutta la notte con Jay.

Ho preso un cocktail con Nick e Nora.

Ho salvato la Balena Bianca.

Ho combattuto gli orchi al fianco di Thorin nella terra di mezzo.

Ho aspettato la cavalla storna.

Ho parlato al drago.

Ho viaggiato nella Cabina Blu.

Ho guardato oltre la siepe.

Ho consegnato dispacci segreti.

Mi sono seduta alla tavola di Babette.

Ho tramutato l’acqua in cioccolato.

Ho assistito alle nozze di Titania.

Ho dormito sulla magnolia con Cosimo.

Ho cercato la voce nella brughiera.

Ho nuotato con Salvo,

battibeccato con Mamy.

Ho ascoltato musica nella Savana.

Mi sono persa nella Foresta Incantata.

Sono stata sull’ Orient Epress.

Ho osservato Sherlock pensare.

Ettore mi ha gelato il sangue.

Ho avuto paura all’Inferno.

Ho sentito le Voci di Dentro.

Ho percepito l’Infinito.

Ho duellato con Athos.

Ho urlato per Edmond.

Ho dato la vita per il principe di Danimarca

e mi sono innamorata di John Thorton.

Sono esattamente questi i sentimenti che si provano quando si legge un libro. Perché un racconto è fatto di materia viva è sempre in evoluzione, cambia la struttura del DNA, diventa una parte di te, per sempre, ed è capace di rendere immensa anche la più piccola delle esistenze umane. Leggere permette realmente di scoprire nuovi mondi e “universi inesplorati” e non si è più gli stessi, una volta tornati da questo viaggio. Non vuole né deve essere una gara a chi sa di più e cosa (non basterebbe una vita intera per leggere per conoscere un miliardesimo di quello che è stato scritto), si tratta piuttosto di un esercizio intellettuale o se si preferisce, sentimentale. Potrebbe essere applicato alla musica, al cinema, al teatro, alla pittura , alla fotografia o, semplicemente al piacere di viaggiare. Perché come diceva “qualcuno” : “la bellezza salverà il mondo”… malgrado tutto

Fuori dal guscio

Nel guscio è l’ultimo libro di Ian McEwan. Potremmo definirlo un poliziesco con infarinatura shakespeariana. Il bambino che sta per nascere vive gli intrighi della mamma (che lo porta dentro di sè) con lo zio e contro il padre. Bella l’idea di ambientare una storia dentro un grembo materno ma poco convincente lo svolgimento e scontato il finale. Il volume è costruito su una struttura fin troppo palese. McEwan è uno dei miei narratori preferiti e se torno a parlare di libri letti è per cercare da voi qualche motivazione che mi faccia cambiare idea. Chi mi solleva da questa delusione?

The World vs Bob Dylan

Il Nobel a Bob Dylan se non altro ha avuto il merito di suscitare un bel dibattito. Per me la buona notizia è che finalmente qualcuno ha capito che certa “musica” è interessante soltanto -eventualmente- come “letteratura”. Da giovane ho amato i testi di Dylan e ho consumato il libro con tutte le canzoni e testo a fronte. Il problema -e la cosa migliore di tutta la faccenda- non sia giudicare se le poesie di Dylan siano abbastanza letterarie. Il fatto è che un anti-eroe non può essere nominato eroe. Non si può dare casa a un nomade. Non si possono puntare i riflettori verso chi si è sempre nascosto. Si dirà: ma una rockstar non può avere paura delle scene. Ma Dylan è una rockstar? O un poeta? O un menestrello che ruba per mangiare e gira gli Usa aggrappandosi ai treni merci? Dylan lo ha detto cantato e vissuto sulla popria pelle: nessuna certezza, nessuna direzione. Mi piacerebbe che andasse a prendere il premio e, come ha sempre fatto, sparisse subito dopo. Chi non li conosce, legga i testi delle sue canzoni, ascolti la sua musica e magari guardi Io non sono qui, film che racconta le diverse anime di Dylan anche meglio di No Direction Home di Scorzese. Come poeta-musicista, avrei forse preferito un riconoscimento per Leonard Coehn ma il valore aggiunto di questo Nobel è sancire il cambiamento di epoca: non sappiamo chi siamo e chi saremo, cos’è la letteratura (questo vecchio punto interrogativo oggi assume un nuovo significato), se il destino vedrà l’interazione tra le arti e come i media cambieranno, o hanno già cambiato, la nostra vita

Sunday Morning

Ho scoperto, grazie a un’amica romena, Max Blecher e il suo unico libro tradotto in italiano: Accadimenti nell’irrealtà immediata. Un libro degno della migliore letteratura mitteleuropea, molto vicino alle Metamorfosi di Kafka e ad altri autori del periodo. In Accadimenti la narrazione procede in prima persona conducendo il lettore sul filo del rasoio di reale e irreale, di percepito e immaginato, di convenzionale e anticonvenzionale. Una sciarpa rossa può essere un mazzo di dalie? Io posso essere un albero? Il tutto diventa ben presto un’interrogazione sulla nostra esistenza: Vedevo bene le persone intorno a me, vedevo bene l’inutilità e la noia con cui consumavano le loro vite…  Lo scrittore romeno in Italia non è molto conosciuto e spero vivamente che presto possiamo avere altre traduzioni di suoi testi. Com’è scritto nelle note di copertina: Nato a Botoşani in Romania, Max Blecher è uno scrittore ebreo morto a soli ventinove anni, nel 1938, per tubercolosi spinale. Trascorse i dieci anni di malattia quasi sempre a letto, praticamente immobile. Ma la sua immaginazione volò libera. Dotato di un insolito talento e visione scrisse poesie, due romanzi – tra cui Accadimenti nell’irrealtà immediata – e mantenne una intensa corrispondenza con André Breton, André Gide e Martin Heidegger. Venne lodato da Eugene Ionesco, Mihail Sebastian, Geo Bogza e Saşa Pana, e molti paragonarono la sua prosa a quella di Franz Kafka, Bruno Schultz, Robert Walser o Thomas Mann.

copertina