Biennale di Venezia 2018. Architecture. 2

…A guide to finding cohesion within the diversity… I wish to have FREESPACE for FREEPEOPLE. I think art is a mirror of ourselves

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La Costituzione Italiana. In musica

Forse ho già condiviso questo video ma credo sia importante condividerlo ancora. E auguro a Marcello che possa avere presto una esecuzione dal vivo con la giusta spazializzazione del suono

Il fischio del treno

Poche parole. Il fischio del treno è titolo dell’ultima produzione della Marcodibvideo. Enjoy.

Preferisco l’Ascensore

Citazioni dal Corriere della Sera e dall’Osservatore romano:

La Porta chiusa della Scala al Critico del Corriere (dal Corriere della sera 02/02/2013 pag 52)

 (f. de b.) Paolo Isotta, critico musicale del Corriere della Sera, è stato bandito dalla Scala. Non vi potrà più entrare. Decisione del sovrintendente dopo un articolo non proprio benevolo nei confronti di Daniel Harding e, indirettamente, di Claudio Abbado. Chi scrive, al contrario del suo critico, ama entrambi i direttori d’orchestra, l’allievo e il maestro, ma ha sempre ritenuto e ritiene che la libertà di critica sia sacra purché non scada mai nei toni e nei contenuti. Isotta non è alieno dagli eccessi (il direttore è anche un calmante naturale) ma è uno straordinario, intelligente e imprevedibile critico che conosce la musica meglio dei suoi detrattori scaligeri per i quali ogni lode è dovuta, ogni appunto sospetto, ogni richiesta, anche la più bizzarra di un artista, legittima. Con lettera a chi scrive del 18 ottobre 2011, il sovrintendente Stéphane Lissner, che mai si sarebbe peritato di rivolgersi allo stesso modo agli organi di informazione del suo Paese (ma forse ci considera una colonia) ? chiese con arroganza la testa di Isotta. Non più gradito. Non la ebbe e non l’avrà nemmeno questa volta.

Ferruccio De Bortoli

Musica e senso etico. A braccetto con Paolo Isotta (dall’Osservatore Romano, il giorno dopo)

La prima cosa che si impara avvicinandosi alla musica è che tutti — in orchestra e nella vita, che sono la stessa cosa — contribuiscono con la propria voce, diversa dalle altre, a costituire un tutto armonico, o anche disarmonico e dissonante quando serve: l’importante è che ognuno faccia la propria parte. Nell’apprendere l’inquietante notizia secondo la quale il critico musicale del «Corriere della Sera», Paolo Isotta, non potrebbe più entrare al Teatro alla Scala di Milano per esplicita disposizione del sovrintendente, in quanto reo di avere espresso delle riserve sul livello artistico di un concerto, nasce spontanea una domanda: è possibile che i vertici della Scala proprio ascoltando l’ottima programmazione che propongono ogni anno non abbiano raffinato oltre al gusto anche il senso dell’etica? Se la musica non fosse anche, e soprattutto, capacità di accoglienza, riflessione sul senso della vita, sui propri limiti e sulle ragioni degli altri, si ridurrebbe a mero intrattenimento. E soprattutto, anche volendo solo essere pragmatici, che valore hanno le critiche positive se quelle negative sono bandite? Sarebbe bello vedere i critici italiani rifiutarsi in blocco di entrare al Teatro alla Scala se non a braccetto con Paolo Isotta, in particolare quelli che, come chi scrive, non sempre condividono le opinioni che esprime.

Marcello Filotei

Qualunque fosse il tono dell’articolo di Isotta, pochi i commenti che si possono fare in più rispetto alla bella risposta del direttore del Corsera Ferruccio De Bortoli e alle riflessioni di Marcello Filotei. Non è la prima volta che accade, e purtroppo non credo sarà l’ultima, con esiti anche diversi da quelli qui citati. Aggiungerei che per quel che mi consta sembra che l’abitudine non sia solo italiana. In questa Italia in metastasi piccole cose come le righe scritte da De Bortoli ci fanno sperare ancora.