“Non si dà vita vera nella falsa”

Cinquant’anni dalla morte di Adorno. E se riscoprissimo i suoi scritti -musicali e non- e il suo spirito critico nei confronti della massificazione?

Addio Paasilinna

Apprendo ora della scomparsa di Arto Paasilinna. Nato nel 1942, è stato lo scrittore finlandese che ci ha accompagnato con la sua ironia a guardare la vita positivamente. Grazie per quello che hai scritto, grazie per averci fatto impiegare così bene il tempo mentre leggevamo i tuoi libri

Sulla morte

Due fatti hanno catturato l’apertura dell’informazione in qualsiasi formato: la morte di David Bowie e l’attentato a Istambul. Se avessimo ancora un’identità culturale si potrebbe aggiungere anche la scomparsa di Pierre Boulez. Le dinamiche mediatiche spero siano chiare a tutti. Il mio interesse è rivolto altrove. Cos’è la morte nella opulenta società occidentale? Riflettiamo insieme. Mi permetto solo di citare un libro che sembra tornare prepotentemente d’attualità: L’uomo e la morte di Edgar Morin.

Passaggio, rinnovamento 

L’albero di Giuda fiorisce e annuncia la primavera. Ogni cosa rinasce grazie a un seme che è morto. È curioso che tale annuncio venga fatto da una pianta intitolata all’uomo che fece in modo che Gesù fosse crocifisso. I primi giorni della bella stagione mostrano tutta l’umanità attraverso le contraddizioni: il caldo al pomeriggio e il freddo al mattino, i fiori davanti e sullo sfondo le montagne innevate. La nascita ha già in sé la morte. E la morte, a sua volta, la vita.