Josef Koudelka a Roma

Altre foto… ps si pronuncia iosef coudelca…

Josef Koudelka a Roma

Oggi riapertura dei musei romani e apertura della mostra dedicata a Josef Koudelka presso il Museo dell’Ara Pacis. L’esposizione, davvero da non perdere, ha il titolo Radici. In realtà la chiave per comprendere queste panoramiche di rovine prese dal periplo del Mediterraneo è nella frase del fotografo “Le rovine non sono il passato, sono il futuro che ci invita all’attenzione e a godere del presente”. L’assenza dell’uomo, fatta eccezione per alcune ombre che compaiono in poche foto, ci suggerisce infatti la caducità dell’essere umano e delle sue creazioni: il tempo divora ogni cosa.

Oltre alle foto è interessantissimo il video che racconta il modo di scattare dell’artista ceco. Il contrario delle nostre fotine da smartphone, mordi e fuggi, fastshot come fastfood: una lunga preparazione, un’attesa e una sfida non sempre vinta. Ho voluto fare un mio omaggio a Koudelka con alcuni scatti che pubblico qui, invitando ancora una volta a visitare la mostra

Eco e Narciso

Until October 28 at Palazzo Barberini you can visit the exhibition Eco e Narciso. Portrait and self-portrait in the MAXXI collections and the National Galleries Barberini Corsini, produced by the National Galleries in collaboration with MAXXI, curated by Flaminia Gennari Santori, Director of the National Galleries of Ancient Art, and Bartolomeo Pietromarchi, Director of MAXXI Arte: a path that it winds between ancient art and contemporary art with works from the collections of the two national museums. If it is obvious the connection with Ovid’s Metamorphoses are not the couplings between past and present works: 21 masterpieces by Marco Benefial, Gianlorenzo Bernini, Bronzino, Caravaggio, Rosalba Carriera, Pietro da Cortona, Piero di Cosimo, Luca Giordano, Hans Holbein, Benedetto Luti, Raphael, Guido Reni and Pierre Subleyras compared with 17 contemporary works by Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Maria Lai, Shirin Neshat, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Yan Pei-Ming, Markus Schinwald, Richard Serra, Yinka Shonibare MBE, Kiki Smithuna. A great challenge for the public. I took some pictures to sum up my point of view

Eco e Narciso

Fino al 28 ottobre a Palazzo Barberini si potrà visitare la mostra Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, curata da Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte: un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali. Se è ovvio il collegamento con le Metamorfosi di Ovidio non lo sono gli accoppiamenti tra opere del passato e del presente: 21 capolavori di Marco Benefial, Gianlorenzo Bernini, Bronzino, Caravaggio, Rosalba Carriera, Pietro da Cortona, Piero di Cosimo, Luca Giordano, Hans Holbein, Benedetto Luti, Raffaello, Guido Reni e Pierre Subleyras a confronto con 17 opere contemporanee di Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Maria Lai, Shirin Neshat, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Yan Pei-Ming, Markus Schinwald, Richard Serra, Yinka Shonibare MBE, Kiki Smithuna. Una bella sfida per il pubblico. Ho fatto qualche scatto per riassumere il mio punto di vista

Jazz, cuore del barocco

Ieri a Roma a Palazzo Barberini sono state presentate le mostre  Il pittore e il gran Signore. Batoni, i Rezzonico e il ritratto d’occasione e Mediterraneo in chiaroscuro. Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma. Si parla di un rilancio delle Gallerie d’Arte Antica di Roma (Palazzo Barberini e Galleria Corsini). L’occasione è data dalla riforma del MiBACT del 2015 e dalla volontà del direttore Flaminia Gennari Santori di presentare questa nuova “visione strategica”. Le collezioni, il palazzo, l’ambiente: sono tanti gli elementi che invitano chiunque ad una visita. In un tale trionfo del Barocco (e pre-barocco) ci si chiede perché si sia scelto Danilo Rea, jazzista, per il concerto di apertura. In Italia si continua ad ignorare l’importanza della storia della musica: la Roma tra Cinque e Seicento ospitò sì artisti e architetti ma anche favolosi musicisti, che per l’occasione sono stati ridotti a “tappeto sonoro”. Ignoramus et ignorabimus

Appuntamento ad Amsterdam

Una ragione in più per visitare Amsterdam. Dopo dieci anni di restauri ha riaperto il Rijksmuseum. Non un museo qualsiasi ma una megastruttura che può essere confrontata con stelle della grandezza del Louvre o del Metropolitan. Tutto è stato rinnovato e solo il celeberrimo quadro La ronda notturna di Rembrandt è tornato al posto originale. Per il resto, i visitatori potranno seguire un percorso cronologico che li farà immergere nei vari periodi storici. Come annuncia il sito del Museo, attraverso 80 gallerie si potranno rivivere 800 anni di storia e cultura olandese. Chi visita il Museo può farci avere qualche notizia?