Una Rossini a Dallas, cercando Mozart

Caterina Rossini, italiana, anzi, romana, è la nuova direttrice artistica dell’Accademia musicale RBR Muzik di Dallas. Dopo tanti anni spesi sui palcoscenici statunitensi come cantante, attrice e responsabile per la Rossini questa nomina giunge come una ciliegina sulla grande torta che rappresenta la sua carriera. Una presenza italiana sembra ancora essere una garanzia nel campo dell’arte in generale e della musica in particolare: la RBR, dopo essere stata nominata lai Migliore Scuola di Musica del territorio e avendo già vinto il premio identico riconoscimento per l’intero stato del Texas, aveva bisogno di una figura esperta e culturalmente preparata. Ancora di più da quando all’attività musicale è stata aggiunta la danza, facendo balzare la RBR al primo posto tra le accademie di arte e spettacolo di Dallas.
Ma il cuore della Rossini -e come potrebbe essere altrimenti con questo cognome- resta sempre legato soprattutto alla musica, per questo contribuirà anche a “The Finding Mozart Project”, un programma di insegnamento musicale che sponsorizzerà nuovi talenti e offrirà borse di studio ai giovani musicisti che hanno bisogno di sussidi economici. Caterina, docente di canto oltre che direttrice artistica dell’istituzione, si occuperà anche della messa in scena di musical e operette: grazie alla sua lunga esperienza newyorkese non le sarà difficile seguire le indicazioni di Broadway, anche dal punto di vista sindacale, un tema molto sentito nell’ambiente.

Perle romane

Il Cda del Teatro dell’Opera torna sui propri passi e annulla la procedura di licenziamento del coro e dell’orchestra. La decisione dovrebbe essere ufficializzata il prossimo 24 novembre. Una buona notizia. Anche perché Roma è tappezzata di manifesti che presentano una nuova stagione dell’Opera romana. Sarà vero che il sindaco Marino ha dichiarato “è un successo per tutta la città? Sarebbe meglio dire per quella parte della città che era contro i licenziamenti. Al contrario del Cda. Ma sarà vero che Carlo Fuortes avrebbe dichiarato che “per la prima volta il Teatro dell’Opera e le Organizzazioni sindacali individuano un percorso di sviluppo che privilegi la produttività”? E allora che ci sta a fare il Cda? Che cosa hanno fatto i Cda negli ultimi vent’anni, mentre i professori dell’orchestra e coro studiavano musica?