Riflessi e splendori

Riflessi e splendori della città di Roma

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25 Anni di relazioni Georgia – Italia

Ieri sera nella splendida cornice di Palazzo Ferrajoli SE Karlo Sikharulidze, ambasciatore della Georgia in Italia, ci ha invitato a celebrare i 25 anni di relazioni diplomatiche tra Georgia e Italia. Nel suo discorso l’ambasciatore ha sottolineato come tra i due paesi vi siano da sempre relazioni eccellenti dal punto di vista formale ma anche e soprattutto una simpatia e una vicinanza straordinarie. A impreziosire l’incontro un’anticipazione del concerto che si terrà stasera alle 20.30 presso l’Aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza per la stagione della IUCIstituzione Universitaria dei Concerti. Protagonisti, ieri come oggi, il mezzosoprano Nino Surguladze e il pianista Alessandro Stella ma soprattutto il compositore georgiano Giya Kancheli, autore delle musiche in programma, che purtroppo non ha potuto partecipare alle due serate.

Alessandro Stella e Nino Surguladze a Palazzo Ferrajoli

Sonetto CXIX

Il Sonetto 119 di William Shakespeare ha ispirato la mostra di fotografie di Joseph Badalov a Roma a Palazzo Ferrajoli. Grazie alla segnalazione di un amico. E allora ricordo prima il sonetto…

What potions have I drunk of Siren tears,
Distill’d from limbecks foul as hell within,
Applying fears to hopes and hopes to fears,
Still losing when I saw myself to win!
What wretched errors hath my heart committed,
Whilst it hath thought itself so blessed never!
How have mine eyes out of their spheres been fitted
In the distraction of this madding fever!
O benefit of ill! now I find true
That better is by evil still made better;
And ruin’d love, when it is built anew,
Grows fairer than at first, more strong, far greater.
So I return rebuked to my content
And gain by ill thrice more than I have spent.

…E poi posto una delle foto. L’artista russo è riuscito a ricostruire l’atmosfera di questo splendido sonetto?