Oggi alla Campana dei Caduti – Rovereto

Alle 18 Padre Federico Lombardi, attuale Presidente della Fondazione Ratzinger ed ex direttore dei principali media vaticani, parlerà in una Lectio magistralis sul senso della comunicazione nella complessa realtà contemporanea. Il titolo della conferenza è Perché e cosa comunicare. Ci si ferma spesso a discutere sulle vecchie e nuove tecnologie ma ci si dimentica di considerare il senso della nostra comunicazione. Il nostro modo di operare può dividere o unire, aspirare alla verità o a costruire falsità, portare i fruitori al bello –e al buono- oppure mostrare le brutture per aumentare l’attenzione e vendere di più. La relazione di Padre Lombardi è indirizzata a tutti noi, perennemente connessi con i nostri dispositivi mobili dei quali non riusciamo più a liberarci, ma anche a chi si occupa direttamente di informazione, perché non dimentichi la responsabilità.

Alle 20 prosegue la giornata dedicata alla comunicazione dopo la conferenza di Federico Lombardi. L’argomento, nel perfetto stile della nostra Fondazione, sarà declinato in musica grazie al duo pianistico formato da Paola Biondi e Debora Brunialti.

Il programma inzierà con la trascrizione della splendida Sonatina aus Actus Tragicus, Bwv 106 scritta dal compositore ungherese György Kurtág, che sintetizza in pochi minuti il senso profondo di molte cantate bachiane, in un misto di tragedia e speranza, di realtà e sogno. A seguire ascolteremo la Rapsodie Espagnole di Maurice Ravel, la Sonata per pianoforte a 4 mani di Francis Poulenc e la Rhapsody in Blue di George Gershwin. A punteggiare questi capolavori alcuni piccoli pezzi di Kurtág, tratti dalla raccolta Játékok. Sono brani dedicati ai bambini con il pianoforte trasformato in un grande e affascinante giocattolo.

La scomparsa di Bartolucci

E’ scomparso oggi a Roma sua Eminenza il cardinale Domenico Bartolucci. Compositore e direttore di coro, è stato soprattutto il direttore perpetuo della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Le sue esecuzioni del repertorio polifonico romano, soprattutto del Palestrina, hanno destato l’entusiasmo di alcuni e l’estremo disappunto di altri. Ma non è questo l’argomento di oggi. La morte di Bartolucci, per l’appunto ultimo direttore perpetuo del coro sistino, apre un punto interrogativo sul futuro stesso della Cappella Musicale. Quale deve essere il ruolo di una simile formazione? Tra polifonia romana, musica “colta” contemporanea, tradizioni diverse da tutto il mondo, come si dovrà muovere? Come dove e quando dovrà cantare? Si dovrà formalizzare che non ha alcun senso che un direttore di coro assuma una carica in perpetuo, mentre potrebbe avere un senso un contratto dai tre ai cinque anni? Magari aprire finalmente a un direttore bravissimo, anche se non religioso? Attendiamo risposte. La storia ci guarda. Guarda a Roma fra tradizione e innovazione, tra crisi dell’Occidente ricco e difficoltà di sopravvivenza del Sud povero, tra l’evidenza dei problemi immanenti e la quasi totale assenza di quelli legati al trascendente. Questi dovrebbero essere oggi gli interrogativi di questa parte del Tevere, proprio mentre fa più notizia della scomparsa di Bartolucci uno spinello di una delle tante cantanti usa e getta agli Mtv Awards.