Virtus Roma: The Day After

E’ terminata la regular season di basket, e per la Virtus Roma l’intero campionato. Una stagione tutto sommato positiva, che forse aveva fatto illudere qualcuno (un pizzico di sfortuna li ha poi riportati con i piedi sulla terra). Il problema ora è la sopravvivenza della società. Per ora mi fermo qui. Aspettiamo di saperne di più nei prossimi giorni. Certo che Roma senza basket, o meglio senza un basket di livello, sembra davvero un incubo per gli appassionati

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Orsetti & Canestri

Ieri al Palazzetto dello sport  l’Olimpia Milano ha battuto la Virtus Roma. Come notizia non è granché ma si presta a un fiume di commenti. Sarò breve: 1 Il Palazzetto era pieno, segno che non è così impossibile aumentare gli spettatori 2 Era pieno perché giocava Milano, non per Roma. Una squadra che ha una solidità societaria contro l’altra che ogni anno rinnova pressoché integralmente il roster 3 Perciò è ora di progettare il futuro e programmare a tre-cinque anni coinvolgendo sponsor a prescindere da sindaco e giunta comunali 4 Partendo da ora, non da giugno 5 Siamo stanchi di essere sportivi, vorremmo vincere qualcosa. Vogliamo essere Golia, non Davide 6 E’ ridicolo imporre l’inno italiano a laddove la presenza nostrana è così scarsa 7 Se Legabasket punta alla popolarità attraverso il lancio di orsetti, possiamo anche passare a tifare l’Italia del biliardo

Rettifica

Per onestà intellettuale devo rettificare quanto avevo scritto sulla Virtus Roma. Non ho visto la partita con Pistoia ma l’ho seguita un po’ sul sito della Lega. Stavolta non c’è alcun appiglio per rimpiangere di aver sprecato un’occasione. Per vincere ci vuole fisico e cervello. L’intensità di qui in avanti è destinata ad aumentare, in campionato e in coppa. Ci manca un Goss, un Datome, che in campo rimetta in riga i compagni. Auspico più palestra e più orgoglio (leggi mentalità vincente). Forza Virtus

Basket a Roma

Caro Presidente Toti, cari romani appassionati di basket, è il momento di prendere decisioni importanti. La Virtus non può continuare a riazzerare tutto e tutti ogni anno. Gli appelli agli imprenditori vanno fatti ora, non alla fine della stagione. Il mio sogno è che la sede del club sia il Palaeur e che si torni ad avere grandi ambizioni. Se non esistono ancora le condizioni, che sia data la concessione per il Palazzetto almeno per tre anni. Senza una programmazione, per la verità tanto chiesta e gridata dal Presidente, rischiamo di finire per sempre. Lo dico ora senza fare riferimento a partite o altri eventi agonistici. Nel roster anche questa stagione abbiamo bei nomi. L’anno prossimo li vogliamo trovare altrove?

Appello

Cari amanti del basket romani, caro presidente Toti, qui urge fare qualcosa per non far morire il nostro sport favorito. Mentre la Legabasket continua sulla propria strada, che personalmente non condivido, che ha causato in pochi anni da una parte l’esclusione di città blasonate dal campionato, dall’altra una squadra unica a guidare il movimento con signorine-grandi-firme dai costi esorbitanti, qui è possibile fare qualcosa. Doveroso. Non è possibile che non si trovi uno sponsor che possa offrire un contratto triennale per poter fare un minimo di programmazione. L’Acea ha avuto un rientro d’immagine notevole negli ultimi due anni. Ora non può tirarsi indietro e farsi pregare. E se si coinvolgesse la Roma calcio? Per quel mondo un milione di euro è una bazzecola, per noi un’enormità. Non è accettabile ritrovarsi ogni anno nella totale incertezza. Né abbiamo dimenticato il discorso del presidente alla fine del campionato.

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