Per chi l’avesse dimenticato. La vita dell’omo di Giuseppe Gioacchino Belli

Nove mesi a la puzza: poi in fassciola
tra sbasciucchi, lattime e llagrimoni:
poi p’er laccio, in ner crino, e in vesticciola,
cor torcolo e l’imbraghe pe ccarzoni.

Poi comincia er tormento de la scola,
l’abbeccè, le frustate, li ggeloni,
la rosalía, la cacca a la ssediola,
e un po’ de scarlattina e vvormijjoni.

Poi viè ll’arte, er diggiuno, la fatica,
la piggione, le carcere, er governo,
lo spedale, li debbiti, la fica,

er zol d’istate, la neve d’inverno…
E pper urtimo, Iddio sce bbenedica,
viè la Morte, e ffinissce co l’inferno.

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Il tempo perduto

Da oltre un anno desideravo incontrare M. Una persona brillante e di grande cultura. Parlare con lui era un piacere e c’era sempre qualcosa da imparare. Ora M non c’è più. Resta il rimpianto di un ultimo incontro mai avvenuto. Dovremmo ridisegnare le priorità. E non perderci nel tempo

La vita in due valigie

Siamo tutti migranti, nel tempo o nello spazio. E’ una delle possibili riflessioni del libro di Anca Martinas La vita in due valigie, edito dalla Tau. E’ stato presentato ieri pomeriggio presso la Sala Marconi della Radio Vaticana. Sono intervenuti, tra gli altri, Mons Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons Antonio Lucaci Coordinatore dei cappellani romeni latini in Italia, Profssa Liana Ghel Promotrice di letteratura religiosa-Bucarest, Franck Tayodjo Giornalista – Centro Astalli. Il libro è arricchito dal contributo di otto coautori -tra questi ci sono anch’io- ai quali Anca ha fatto la stessa domanda. Hai 24 ore per lasciare la tua casa, dove probabilmente non tornerai mai più, e al massimo due valigie a mano per mettere i tuoi  oggetti: cosa porterai con te? Durante la conferenza stampa è emerso chiaramente che il volume è un punto di partenza che va oltre le testimonianze raccolte. E’ un work in progress che coinvolge diverse culture, sensibilità e religioni, è una domanda cui tutti sono chiamati a rispondere.

Anca Martinas accoglie i giornalisti alla presentazione del libro
Anca Martinas accoglie i giornalisti alla presentazione del libro

Passaggio, rinnovamento 

L’albero di Giuda fiorisce e annuncia la primavera. Ogni cosa rinasce grazie a un seme che è morto. È curioso che tale annuncio venga fatto da una pianta intitolata all’uomo che fece in modo che Gesù fosse crocifisso. I primi giorni della bella stagione mostrano tutta l’umanità attraverso le contraddizioni: il caldo al pomeriggio e il freddo al mattino, i fiori davanti e sullo sfondo le montagne innevate. La nascita ha già in sé la morte. E la morte, a sua volta, la vita.