The Book

A sculpture where the Book is like a Gun. The only way to defend ourselves

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“Non si dà vita vera nella falsa”

Cinquant’anni dalla morte di Adorno. E se riscoprissimo i suoi scritti -musicali e non- e il suo spirito critico nei confronti della massificazione?

Su Agnes Heller

Grazie a Mattia Feltri che nel suo Buongiorno (taglio basso su La Stampa di oggi) ha ricordato Ágnes Heller, scomparsa il 19 luglio scorso. I nostri media, impegnati a riportare le esternazioni inutili del trio, se ne sono dimenticati. Da leggere Feltri e, almeno, tutto quello che c’è in rete su questa filosofa

PS E se finalmente sui giornali la gerarchizzazione delle notizie tornasse all’importanza e non alla popolarità? Si potrebbe titolare in prima per una nuova sinfonia, una mostra… si potrebbe offrire un ritratto dei grandi intellettuali, anche in occasione della morte perché no, e cercare di far crescere un po’ la conoscenza di chi legge

Il momento dei bravi

Si è concluso ieri Ebraica. Festival internazionale di cultura a Roma. Nel pomeriggio al Palazzo della cultura di via del Portico d’Ottavia abbiamo assistito al colloquio tra Maurizio Molinari, direttore del quotidiano La Stampa e lo scrittore Eshkol Nevo, uno dei protagonisti della scena culturale israeliana, ormai tradotto e conosciuto in tutto il mondo. Non racconto quanto si è detto ma voglio commentare complimentandomi con tutti: i protagonisti suddetti, gli organizzatori del Festival e pure la traduttrice simultanea, sensibile oltre che professionale. In questo momento storico riconoscere la bravura e la preparazione sembra diventato un lusso. Perciò grazie

Eshkol Nevo
Eshkol Nevo a Ebraica. Festival internazionale di cultura

Addio Cinestar

Chiude a Berlino la multisala Cinestar, simbolo della Potsdamerplatz. E’ il fallimento di un progetto architettonico ma soprattutto l’indicatore del fallimento della socialità del Vecchio Continente. L’Europa è nuda allo specchio. I modelli americani che ci hanno bombardato dal secondo Dopoguerra ad oggi hanno definitivamente modificato la cultura e il modo di vivere degli europei. L’home video, Netflix, la rete, l’industria discografica e quella cinematografica: dal piacere della socialità siamo passati alla fruizione solitaria, dalla condivisione reale a quella virtuale. Vediamo le stesse cose ma ciascuno per conto proprio e al massimo le condividiamo sui social, chiusi nel nostro salone, studio, sgabuzzino. Non ci si arricchisce con la dialettica ma ci si appiattisce con il consenso. (continua, ho paura…)