Che bello vedere i giovani dell’orchestra del Royal Northern College of Music di Manchester esibirsi a mezzanotte nella piazza Grande di Montepulciano. Sabato 21 luglio (o meglio domenica 22 visto che erano le 00.00). L’occasione era il 37o Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. Trecento persone in silenzio stavano ad ascoltarli. La bellezza di quei momenti andava ben al di là dei problemi tecnici dei ragazzi. Del direttore Malcolm Layfield. Del programma con Vivaldi e Ciajkovskij. Era offerta pura. Condivisione di un tesoro: la musica. Se Hans Werner Henze ha pensato il Cantiere come luogo di lavoro, confronto e partecipazione musicale, allora serate come quelle di sabato sono le migliori. Chi non si occupa di musica dovrebbe guardare i volti di questi ragazzi. Gli sguardi di chi fa musica, a vario livello. E’ passione, tenacia, sacrificio, responsabilità. Valori, in una parola. E se ripensassimo la società? E se capissimo tutti che questi valori non temono lo spread, il pil e nessuna moneta potrà mai imbrigliarli. L’impegno richiesto non fa distinzioni di sesso, religione o colore della pelle. Ma questo impegno è alla base di ogni cosa. Insomma la musica, come tutta l’arte, la cultura, è aperta a tutti. Ma è una montagna da scalare. E’ necessario il sacrificio, il sudore. Vero e figurato. E tutto ciò che i media dipingono come facile, va da tutt’altra parte.








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