La conquista dell’astrattismo

Al MomaMuseum of Modern Art – di New York una retrospettiva di autori che hanno dipinto tra il 1910 e il 1925 si interroga sulla conquista dell’astrattismo: Inventing Abstraction. Kandinsky, Léger, Delaunay, Picabia e altri sono rappresentati nella mostra. Ma ovviamente le implicazioni di questo movimento non coinvolgono solo le arti figurativa ma tutto il mondo della cultura. E della musica. Bello anche il sito che esplora le connessioni tra gli autori. Personalmente sono molto legato al passaggio tra ‘800 e ‘900 e alle avanguardie degli anni Dieci e Venti. Penso che la spinta che gli autori di quel periodo hanno dato all’arte vada ripensata ma non sia affatto esaurita. Voi che ne pensate?

kandinsky.pleasures

2 risposte a “La conquista dell’astrattismo”

  1. Avatar helios2012

    Noto che i commenti si sprecano 😉

    Amo particolarmente Kandinsky e l’uso che fa del colore e della ricerca della spiritualità.
    La spinta e la ricerca di autori quel periodo non credo proprio sia esaurita. Essendo noi più vecchi come conoscenze che ci sono state tramandate da chi ci ha preceduto, ovviamente abbiamo assorbito anche da loro, anche se in maniera inconscia, secondo la nostra genetica, vissuto, condivisione di linguaggio, empatia, ricerca e quant’altro .

    Quindi credere di essere portatori di un linguaggio vergine è sbagliato. Si può essere portatori di interpretazioni nuove o ampliarne il senso, con veicoli espressivi differenti, ma la matrice è sempre la stessa. Di certo non può essere esaurito il pensiero di Kandinsky come di altri, ma può essere mutante secondo la propria ricerca che sia di spiritualità, di poetica o musicalità del colore che non può essere espressa in ognuno di noi allo stesso modo, poichè anche la nostra genetica e vissuto influiscono non poco su quello che si opera .

    Oggi credo che in un’opera possa coesistere tutto, astratto, figurativo, poesia ecc.

    Come il colore può rappresentare altro che un semplice piacere estetico : linguaggio musicale e poetico. La stessa cosa vale sia per la musica e la poesia nei confronti dell’arte visiva : ci sono poesie che nel leggerle diventano prima visioni che parole e idem per la musica.

    Saluti 🙂

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  2. Avatar Marco Di Battista

    Concordo su tutto. E la belleezza di oggi è la libertà nell’uso del linguaggio. Però sento spesso sminuire il valore delle avanguardie, che invece secondo me hanno un valore storico

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