Anche se con ritardo, voglio segnalare l’articolo di Antonio Rostagno sull’ultimo numero di Musica+. La rivista del Conservatorio dell’Aquila ha dedicato due numeri alla crisi del sistema produttivo. Nel secondo, Rostagno racconta la storia del concerto pubblico e butta lì anche qualche idea su come rendere più viva un’esperienza che si fa sempre più lontana dalla sensibilità di oggi. Mi piacerebbe sentire i commenti delle persone che sono dell’ambiente. Al pezzo di Rostagno manca purtroppo (ragioni di spazio o scelta deliberata?) uno sguardo al Novecento, anello di congiunzione tra la musica classica di oggi e l’epoca della Borghesia. E se la svolta fosse nel secolo scorso, nella avanguardie dal Futurismo in poi, nel pur arcinoto saggio di Walter Benjamin sulla riproducibilità tecnica, nella musica elettronica? E se l’epoca di Facebook e YouTube derivasse da quella crisi? Per ora basta così. Ho l’influenza e non riesco a scrivere. Aspetto commenti







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