Metti un weekend a Milano: CO2

Sabato 16 maggio al Teatro alla Scala di Milano abbiamo assistito alla prima assoluta di CO2 con musiche di Giorgio Battistelli. Il primo pensiero è che abbiamo assistito alla vera inaugurazione dell’Expo: per argomento, ovviamente, ma anche per tipologia di teatro musicale, aperto a tutti e non solo agli addetti ai lavori della musica contemporanea. Battistelli conferma la sua abilità nella scrittura strumentale, con la proverbiale mobilità all’interno dell’orchestra, e nel saper adeguare questa ai fini drammaturgici. La novità di CO2, rispetto ad altre opere del compositore, è il libretto di Ian Burton. Lo scopo di queste nove scene con un prologo e un epilogo è evidentemente didascalico, avvicinandosi molto al film di Al Gore Una scomoda verità. La soluzione vincente è stata di far diventare lo scienziato David Adamson (ben interpretato da Anthony Michaels-Moore) una sorta di evangelista di bachiana memoria, che guida l’ascoltatore dall’inizio alla fine. CO2 diventa così un’opera-oratorio (profano) dal netto sapore barocco. Alle meraviglie del caso ci ha pensato una splendida regia di Robert Carsen, in perfetto connubio con la partitura. Il regista ha diviso il palcoscenico con una sorta di schermo di computer nel quale si svolgono le nove scene. I personaggi interagiscono con tale schermo come nel caso del diavolo tentatore nella scena del giardino dell’Eden.

Spero di poter approfondire meglio al più presto l’argomento in Radio Vaticana. Per ora la mia salute non me lo permette.

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