Per chi è nato il 31 agosto nell’Italia degli anni Sessanta il destino è già scritto. E’ il giorno del passaggio. In troppe occasioni passato un po’ qui e un po’ lì, un po’ fuori e un po’ a casa. E allora cominci a pensare che se tutto è così caduco, se ogni cosa sta cambiando velocemente, come nel giorno del tuo compleanno, allora a cosa serve affannarsi? E mentre il tuo libro preferito è Qoelet, la parte del segno zodiacale ti spinge ad andare avanti in nome di un senso del dovere, di una pignoleria tutta da vergine. In questo dualismo consumi la tua vita. E non ti aspetti di trovare niente dietro né di confidare nel futuro che sai non esserci. Rinvii la tua decisione di non essere di anno in anno, di giorno in giorno. Attaccato alla inutilità, guardi meravigliato alle meraviglie della natura. Riesci a dimenticare i bottegai che ti circondano, i meschini, gli stolti? Chissà. Vi confesso che questo post l’ho programmato per oggi e scritto diversi mesi fa.







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