E’ scomparso oggi a Roma sua Eminenza il cardinale Domenico Bartolucci. Compositore e direttore di coro, è stato soprattutto il direttore perpetuo della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Le sue esecuzioni del repertorio polifonico romano, soprattutto del Palestrina, hanno destato l’entusiasmo di alcuni e l’estremo disappunto di altri. Ma non è questo l’argomento di oggi. La morte di Bartolucci, per l’appunto ultimo direttore perpetuo del coro sistino, apre un punto interrogativo sul futuro stesso della Cappella Musicale. Quale deve essere il ruolo di una simile formazione? Tra polifonia romana, musica “colta” contemporanea, tradizioni diverse da tutto il mondo, come si dovrà muovere? Come dove e quando dovrà cantare? Si dovrà formalizzare che non ha alcun senso che un direttore di coro assuma una carica in perpetuo, mentre potrebbe avere un senso un contratto dai tre ai cinque anni? Magari aprire finalmente a un direttore bravissimo, anche se non religioso? Attendiamo risposte. La storia ci guarda. Guarda a Roma fra tradizione e innovazione, tra crisi dell’Occidente ricco e difficoltà di sopravvivenza del Sud povero, tra l’evidenza dei problemi immanenti e la quasi totale assenza di quelli legati al trascendente. Questi dovrebbero essere oggi gli interrogativi di questa parte del Tevere, proprio mentre fa più notizia della scomparsa di Bartolucci uno spinello di una delle tante cantanti usa e getta agli Mtv Awards.







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