Chi ha paura della Virtus Roma?

Tre indizi fanno una prova. E allora di prove ormai ce ne sono un bel po’. Gli arbitraggi quando c’è la Virtus Roma sono “contro”. Non è un caso che in Europa la squadra capitolina abbia raccolto più che in campionato. Ci sono, è chiaro, anche altri fattori. Ma come facciamo ad arrabbiarci con i giocatori o con il tecnico quando qualcuno fischia il “fallo di ginocchio”? A Reggio Emilia dopo una gara punto a punto l’inerzia era tutta a favore di Roma. Sono arrivati sei falli contro. I commentatori di gazzetta.it mentre una ripetizione faceva vedere la stoppata perfetta di Roma commentavano altro. E allora? Preso atto che in Italia la Virtus non è simpatica a nessuno, da nord a sud, da Milano a Brindisi (tanto per citare due città a caso) continuiamo a seguire il basket. L’Italietta resta l’Italietta e quando ci confrontiamo con il resto del mondo i risultati si vedono. Sembra che non interessi a nessuno…

Informazioni su Marco Di Battista

Giornalista e musicologo. È l'autore di Max 5000 e Il buio e la meridiana, due raccolte di racconti disponibili solo in formato elettronico su Amazon e iBook Store Apple. E' anche un fotografo scarso ma appassionato. La musica è la sua vita ma ama anche il design (è stato direttore di Defrag), la lettura, l'arte, il teatro, viaggiare ecc. ecc. He is journalist and musicologist. He is the author of Max 5000, ten short stories published in epub format on Amazon and iBook Store Apple. He published also Il buio e la meridiana, only in italian language. He is also a a poor photographer but passionate. Music is his life but he loves also design (he was editor in chief of Defrag Magazine), he loves to read, art in general, theatre, to travel, etc etc
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2 risposte a Chi ha paura della Virtus Roma?

  1. Andrea La Torre ha detto:

    Permettimi, ma non concordo con la tua analisi un po’ complottistica. In Europa stiamo ottenendo risultati migliori non per l’assenza del satana mezzo milanese e mezzo brindisino, ma perché abbiamo disputato 4 partite casalinghe e solo due esterne, da una delle quali siamo usciti sconfitti; mentre in Italia abbiamo viaggiato per 4 volte su 7 partite disputate e per 3 volte siamo tornati a Roma con un pugno di formiche in mano. Quest’anno, la squadra soffre un po’ di inesperienza, frutto della presenza di ben due rookie e mezzo, di poca personalità, mentre negli scorsi anni abbiamo avuto giocatori del calibro di Gigigante e Phil Goss, e per questo gioca meglio in casa, sospinta dall’affetto ritrovato della tifoseria, che lontano dal Palazzetto. Aspetterei, quantomeno, le due trasferte continentali consecutive di Nancy e Siviglia, prima di esprimere il verdetto definitivo. Altrimenti, il tuo pezzo ha l’amaro sapore del complottismo.

    • Marco Di Battista ha detto:

      Caro Andrea nel basket vince (quasi) sempre il più forte. Perciò accetto senz’altro il verdetto del campo. Mi sembra tuttavia strano il metro usato nelle partite che ho visto. Aspetto con te le prossime partite. Per il resto, vorrei che si ascoltasse chi vuole far tornare il basket italiano a un livello dignitoso

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