Una ragazza fuori da un negozio. In una mano la sigaretta, nell’altra uno smartphone. Le dita si muovono agili. L’attenzione è rivolta alla chat. Intorno nulla esiste più. Non importa se si è al centro o in periferia. Il mondo è dentro al telefonino. La confusione tra reale e virtuale: se fuggo dal vero è perché non mi piace o perché non riesco a cambiare il mondo? Whatsup e Facebook hanno sostituito la letteratura?







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