Castelluccio

Castelluccio di Norcia. Tavolozza colorata sempre cangiante. Visitate Castelluccio e aiutate la splendida gente del posto a risollevarsi

Castelluccio di Norcia. A color palette always changing. Visit Castelluccio and help the wonderful locals get back on their feet

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Italia, estate

A me piace con il Campari. Lo spritz…

Il momento dei bravi

Si è concluso ieri Ebraica. Festival internazionale di cultura a Roma. Nel pomeriggio al Palazzo della cultura di via del Portico d’Ottavia abbiamo assistito al colloquio tra Maurizio Molinari, direttore del quotidiano La Stampa e lo scrittore Eshkol Nevo, uno dei protagonisti della scena culturale israeliana, ormai tradotto e conosciuto in tutto il mondo. Non racconto quanto si è detto ma voglio commentare complimentandomi con tutti: i protagonisti suddetti, gli organizzatori del Festival e pure la traduttrice simultanea, sensibile oltre che professionale. In questo momento storico riconoscere la bravura e la preparazione sembra diventato un lusso. Perciò grazie

Eshkol Nevo
Eshkol Nevo a Ebraica. Festival internazionale di cultura

Addio Cinestar

Chiude a Berlino la multisala Cinestar, simbolo della Potsdamerplatz. E’ il fallimento di un progetto architettonico ma soprattutto l’indicatore del fallimento della socialità del Vecchio Continente. L’Europa è nuda allo specchio. I modelli americani che ci hanno bombardato dal secondo Dopoguerra ad oggi hanno definitivamente modificato la cultura e il modo di vivere degli europei. L’home video, Netflix, la rete, l’industria discografica e quella cinematografica: dal piacere della socialità siamo passati alla fruizione solitaria, dalla condivisione reale a quella virtuale. Vediamo le stesse cose ma ciascuno per conto proprio e al massimo le condividiamo sui social, chiusi nel nostro salone, studio, sgabuzzino. Non ci si arricchisce con la dialettica ma ci si appiattisce con il consenso. (continua, ho paura…)

Correspondances

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiars.

Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
– Et d’autres, corrompus, riches et triomphants,

Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens