Addio Cinestar

Chiude a Berlino la multisala Cinestar, simbolo della Potsdamerplatz. E’ il fallimento di un progetto architettonico ma soprattutto l’indicatore del fallimento della socialità del Vecchio Continente. L’Europa è nuda allo specchio. I modelli americani che ci hanno bombardato dal secondo Dopoguerra ad oggi hanno definitivamente modificato la cultura e il modo di vivere degli europei. L’home video, Netflix, la rete, l’industria discografica e quella cinematografica: dal piacere della socialità siamo passati alla fruizione solitaria, dalla condivisione reale a quella virtuale. Vediamo le stesse cose ma ciascuno per conto proprio e al massimo le condividiamo sui social, chiusi nel nostro salone, studio, sgabuzzino. Non ci si arricchisce con la dialettica ma ci si appiattisce con il consenso. (continua, ho paura…)

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L’isola

L’isola. That’s all. Rome in black and white

Correspondances

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiars.

Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
– Et d’autres, corrompus, riches et triomphants,

Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens

Diario trasteverino

Ieri sera in piazza San Cosimato abbiamo visto (o rivisto) “Il conformista” di Bernardo Bertolucci. Il film, oltre ad avere un cast stellare (tra gli altri Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Gastone Moschin, Dominique Sanda) ha dimostrato la propria assoluta attualità nonostante sia stato girato nel 1970 e ricavato dall’omonimo libro di Alberto Moravia, pubblicato nel 1951. Grazie ai ragazzi del Cinema America per l’iniziativa del Cinema in Piazza: la qualità dei film e le scelte delle retrospettive ne fanno qualcosa di ben diverso delle pur adorabili arene estive