Sono al saggio di fine anno di una scuola media sperimentale musicale. Nel programma non v’è traccia di autori classici o almeno “colti”. La parte italiana del programma è dedicata a Fabrizio De André. La professoressa che dirige non sa dirigere. Si vede che non ha mai neppure orecchiato l’insegnamento di direzione di coro o ensemble. I genitori accompagnano con applausi (invocano e ottengono come bis) One Love di Bob Marley. Insomma il modello è più la spazzatura televisiva che la musica. Non voglio indagare sui programmi svolti. È una ennesima occasione persa. La musica vista come ricreazione e non come cultura. Questa è l’Italia, Stato arretrato in tutto. Chissà se i genitori plaudenti sanno della campagna di Marley per la liberalizzazione della marjuana. Se la non-educazione parte dalla scuola che speranze abbiamo? L’inerzia, come si dice nel basket, continua a portarci sempre più in basso.







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