Sono reduce da una trasferta a Siena. Non parlerò dello spettacolo che ho visto al Teatro dei Rozzi nell’ambito della 69a Settimana Musicale Senese organizzata dall’Accademia Musicale Chigiana (per i curiosi la bella fiaba musicale di Isidora Zebeljan Due teste e una ragazza). Vorrei parlare dell’aria che si respira. Nonostante le frotte di turisti dietro alla fantastica città e alle bellissime iniziative si affaccia lo spettro della crisi. Nessuno lo dice ma il pensiero è volto a cosa accadrà domani alla cultura. E se questi pensieri offuscano l’illuminata Siena c’è da preoccuparsi. Ancora di più di quel che già facciamo. E allora? L’impegno di tutti noi va moltiplicato. Eliminando le consorterie che sono state una zavorra che in passato ha frenato la cultura e ora rischia di farla affogare. L’impatto con le opere del Rinascimento a Siena ci commuove ma ci fa anche pensare che se i ricchi iniziano a tirar fuori parte delle loro ricchezze forse è possibile rinascere. I committenti più bravi passano alla storia come gli artisti che hanno aiutato.








Lascia un commento