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Continue reading →: Finalmente il sole
A me piace anche una leggera pioggerellina. Non mi dispiace un cielo scuro. Ma c’è qualcuno di mia conoscenza che preferisce decisamente il sole…
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Continue reading →: La scala mobile e il bagnoNell’ultimo fine settimana trascorso a Milano ho avuto modo di visitare diverse mostre. La prima sensazione è la mancanza di un vero intento culturale. Piuttosto si cerca di sfruttare artisti più popular possibili: i Caravaggio, gli impressionisti, nel caso di Milano l’ennesimo Kandinskij ecc. Non ho saputo resistere al fascino…
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Continue reading →: Viva Sassari Abbasso RomaHo lasciato passare un paio di giorni prima di commentare la mia trasferta a Milano per la Final Eight di basket. Ora che le emozioni ecc si sono sedimentate, le mie parole saranno meno infuocate. Innanzi tutto Viva Sassari. Perché ha vinto, e nel basket chi vince è il più…
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Continue reading →: Addio (arrivederci?) a Jordan Taylor
Caro Jordan, resterai sempre uno dei migliori play che abbiamo conosciuto da queste parti. Grande giocatore e grande uomo. Ora “la squadra che non c’era” non c’è più. Andati via Taylor, Lawal e Datome, resta solo Phil Goss. Una bandiera e un combattente che aveva ha e avrà la nostra…
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Continue reading →: Il momento del gregoriano
Sono sinceramente entusiasta di aver prodotto, ovviamente per la Radio Vaticana, Introduzione al canto gregoriano di Giacomo Baroffio. Il programma va in onda la domenica alle 21.30 sul quinto canale della Radio Vaticana. La grande novità è che per la prima volta i programmi musicali hanno un podcast. Chi non…
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Continue reading →: Una cameriera esplosiva
Si mangia bene. E non dite nulla alla cameriera. Chiamatela solo per accendere la miccia…
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Continue reading →: Dopo la musica
Dopo la musica. Con questa foto vorrei interrogare tutti noi su quel che resta dopo un concerto o una registrazione. In chi suona e in chi ascolta. Forse niente. Come il buio dopo la luce.
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Continue reading →: La testa di maialeSulla testa di maiale inviata consiglierei di leggere “i ragazzi Burgess” ultimo libro di Elisabeth Strout. Ne avevo già scritto qui






